Edificata nel 1678 come residenza estiva della famiglia Durazzo, la villa è una tipica costruzione alessiana a pianta quadrata, situata nel cuore di un incantevole parco secolare e in una posizione panoramica che domina il Golfo del Tigullio. La sua lunga storia ha visto, nel corso dei secoli, l’avvicendarsi di altre due famiglie: i Principi Centurione nell’Ottocento e la famiglia Chierichetti nel Novecento. Del 1973, è proprietà del Comune di Santa Margherita Ligure.
Oggi, gli “Appartamenti del Piano Nobile” sono aperti al pubblico; contengono una bella quadreria della Scuola Pittorica Genovese dei secoli XVI, XVII e XVIII, con opere di importanti artisti come Domenico Piola, Giovanni Battista Paggi, Giovanni Andrea De Ferrari, Luciano Borzone e Gio Enrico Vaymer. Nel circuito di visita, si possono ammirare affreschi, trompe-l’oeil, arredi di epoche diverse, lampadari di Murano, stucchi e pavimenti in maiolica e graniglia genovese.
Il Percorso di visita
Entrando dal lato mare, l’atrio monumentale si apre come un palcoscenico scenografico, pavimentato in bullettonato genovese, ardesia e marmo bianco. È articolato su due livelli separati da cinque gradini, una conformazione che lo rende particolarmente adatto a concerti e rappresentazioni teatrali. Al piano terra si trova il Salotto Vietri, un’antica sala da pranzo decorata con affreschi in stile romantico e arricchita da un pavimento in maiolica risalente alla fine del Seicento.
Poco più avanti, la splendida Sala Vaymer, arredata in stile Luigi XVI, custodisce preziose tele del pittore Gio Enrico Vaymer, raffiguranti membri della famiglia Centurione. Percorrendo lo scalone in ardesia, arricchito da dipinti seicenteschi che rappresentano gentiluomini e nobildonne, si accede al piano nobile, dove si trova la Camera Veneziana. Questa sala è arredata con mobili in stile orientale e custodisce pregiati dipinti della scuola genovese del XVII secolo, tra cui spicca uno dei cinque frammenti di un fregio che raffigura Putti reggi ghirlande, opera di Domenico Piola (seconda metà del XVII secolo).

Proseguendo, si giunge alla Sala della Musica, impreziosita da un pianoforte Erard del 1871, di manifattura parigina e da un magnifico lampadario in vetro turchese di Murano. In questa sala è possibile ammirare un’opera di Giovanni Battista Paggi: ’”Ecce Homo”. La sala successiva, il Salotto delle Grottesche, prende il nome dal soffitto affrescato con motivi a grottesche che ne definiscono il carattere. L’ambiente è dominato da un lampadario policromo in vetro di Murano e ospita una preziosa consolle settecentesca, decorata con lapislazzuli e albume d’uovo, oltre a diversi dipinti del Seicento genovese, tra cui quattro Putti reggi ghirlande di Domenico Piola e “Giuseppe rifiuta i doni dei Fratelli” (prima metà del XVII secolo) di Giovanni Andrea de Ferrari.
Si prosegue poi verso il Loggiato mare, da cui si gode di una vista mozzafiato sulla costa e sul Porto di Santa Margherita. La sala, affrescata con una scenografica allegoria delle quattro stagioni con la tecnica del “trompe l’oeil”, ospita anche una piccola cappella gentilizia. Sulla parete accanto alla cappella è appeso uno specchio con una cornice in legno dipinta a motivi floreali, com’era nel gusto degli arredi dipinti tipico delle ville settecentesche. Il percorso continua con il Salotto del Camino, arredato con mobili dorati in stile Napoleone I e caratterizzato da un camino rivestito in piastrelle di maiolica. Sopra il camino troneggia una caminiera settecentesca in stile Luigi XVI, laccata e dorata in oro zecchino.
Da qui si accede alla Camera dedicata alla Regina Margherita di Savoia, che soggiornò in questa villa nel 1904, quando la residenza era adibita a Grand Hotel. Il tour si conclude con il grande Salone degli Stucchi, una vasta sala le cui pareti sono adornate da un elaborato soffitto a volta, alto nove metri, decorato con stucchi finemente lavorati. Il pavimento, di grande pregio, è realizzato con un mosaico in marmo policromo a graniglia genovese.
La Sala Vittorio G. Rossi
La villa ospita anche la ricostruzione dello studio di Vittorio G. Rossi, scrittore e giornalista nato a Santa Margherita nel 1898 da padre lombardo e madre ligure. Rossi si formò all’Istituto Nautico di Camogli e all’Accademia di Livorno e la sua passione per il mare divenne un tratto distintivo della sua vita e delle sue opere. I numerosi viaggi per mare, a bordo di navi mercantili, ispirarono i suoi romanzi, che gli valsero numerosi premi e riconoscimenti.
Nella sala a lui dedicata, si trovano oggetti legati alla sua carriera di scrittore, alcune copie dei suoi libri, i premi letterari ricevuti, souvenir raccolti durante i suoi viaggi e fotografie, molte delle quali testimoniano i suoi incontri con artisti, scrittori, personaggi politici e capi di stato.

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